Anche il territorio jonico nella “Via Francigena del Sud”


Anche il territorio jonico deve essere compreso nella “Via Francigena del Sud”, perché la sua inclusione rappresenterebbe una importante opportunità per intercettare il turismo religioso e quello culturale e, conseguentemente, per valorizzare il nostro enorme patrimonio storico ed etnografico.

Invece si apprende abbiamo appreso che la Giunta regionale ha recentemente escluso Taranto e la sua provincia dall’itinerario della “Via Francigena del Sud”, peraltro non ottemperando così a quanto indicato da una deliberazione del Consiglio regionale che, all’unanimità, nello scorso ottobre aveva chiesto alla Giunta regionale e all’Assessore all’industria turistica e culturale di rivedere l’originario percorso pugliese delle vie Francigene, risalente al luglio del 2013, includendovi anche il territorio di Taranto e della sua provincia.

Il Gal Colline joniche, oggi confluito di fatto nel nuovo Gal “Magna Grecia”, aderisce da anni all’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) che rappresenta la “rete portante” della Via Francigena, un grande itinerario culturale che, ripercorrendo gli itinerari dei pellegrini diretti nel Medioevo in Terra Santa, da Canterbury giunge fino a Roma.

Da oltre due anni il Gal Colline Joniche è impegnato a favore dell’inclusione del territorio jonico nella “Via Francigena del Sud” che da Roma, seguendo la via Appia antica, attraversa il Meridione fino a giungere a Brindisi, dove i pellegrini si imbarcavano alla volta della Terra Santa.

Proprio il nostro Gal ha supportato una ricerca storica, condotta dal professor Roberto Caprara, già docente universitario di Archeologia Medioevale, noto studioso e autorevole archeologo e storico dell’architettura rupestre, che, sulla base di riscontri storici certificati, ha evidenziato come nei cammini medievali dei pellegrini, dei mercanti e dei crociati venissero utilizzate anche le vie della transumanza, ovvero i tratturi che ancora oggi attraversano il territorio del Gal Magna Grecia.

Per raggiungere Brindisi, infatti, dopo aver lasciato Roma i pellegrini percorrevano la via Appia fino a Benevento, città dove si presentavano loro due possibilità: proseguire sull’Appennino fino a raggiungere la dorsale adriatica, più agevole ma con più possibilità di incontrare briganti, o attraversare la Basilicata raggiungendo Taranto, da dove poi risalivano lungo la via Appia verso Brindisi, passando così proprio dai territori del Gal Magna Grecia.

I riscontri storici della ricerca del professor Roberto Caprara, comprese le numerose testimonianza del passaggio dei pellegrini sul nostro territorio, sono illustrati nel volume “Le vie verdi dei pellegrini”, un’opera editoriale di alto valore scientifico realizzata nella scorsa primavera dal nostro Gal.

Il Gal Magna Grecia mette a disposizione questo importante patrimonio di conoscenza, acquisito negli ultimi anni sull’argomento, a favore di tutti coloro che volessero impegnarsi affinché la Giunta regionale, già nella sua prossima riunione, riveda la propria decisione includendo il territorio jonico nella “Via Francigena del Sud”.

Parimenti auspica che tutti i nostri rappresentanti presso la Regione Puglia si impegnino in tal senso, evitando così che il nostro territorio perda questa importante occasione di sviluppo del turismo culturale, uno degli assi portanti del modello di sviluppo che il nostro Gal sta costruendo da anni sul territorio.